Oleificio Punzo

Vi spieghiamo l’Olio di Palma.

Qualche mese fa c’è stato un boom circa l’olio di Palma; ovunque se ne parlava e chiunque ne aveva un’opinione diversa. Le grande case e aziende alimentari hanno cominciato sbandierare che nei loro prodotti non vi era olio di palma, e la disinformazione portava alla condanna di quest’olio come malsano e dannoso per il corpo. Ma noi della Famiglia Punzo abbiamo a che fare con questo prodotto da anni e sappiamo bene di cosa si parla e perché c’è stato un attacco frontale al prodotto.

La verità è che l’olio di palma, se è grezzo, non è pericoloso ne’ rappresenta un rischio per il cuore e la circolazione, ne’ contribuisce a problemi di sovrappeso e obesità. Quello che viene condannato è l’olio di palma raffinato che durante il processo perde le sue sostanze benefiche.

Ma comunque, per quanto possa essere un olio ricco di grassi, in Italia la maggior fonte di grassi sono i formaggi, i salumi e la carne: che non contengono olio di palma. Vero è che l’olio di Palma si trova nella maggior parte degli alimenti industriali e confezionati, perché ha una durata maggiore rispetto agli altri olii vegetali, e che quindi un consumo eccessivo di prodotti confezionati porta ovviamente ad un consumo eccessivo dello stesso olio.

Inoltre, non è un olio cancerogeno, ne’ contiene sostanze cancerogene, come si è anche un po’ detto in giro. Può ovviamente far ingrassare, ma al pari di qualsiasi altro olio: va quindi consumato attraverso un esercizio fisico regolare.

L’olio di Palma serve ad evitare sostanze nocive: l’industria alimentare infatti ha trovato nell’olio di palma l’opportunità di smettere di usare le margarine, cioè derivati degli oli vegetali resi solidi grazie al processo chimico dell’idrogenazione, il cui utilizzo è stato fortemente scoraggiato sia in Europa che Negli Stati Uniti per la forte correlazione con le malattie cardiovascolari.

Il vero motivo per il quale l’olio di Palma ha cominciato ad essere additato è di natura puramente ambientale: le coltivazioni di palma da olio stanno nuocendo al nostro pianeta in quanto se ne sta facendo abuso. Ma nel campo alimentare è un olio come un’altro e anzi, per le fritture è considerato il migliore.

Spieghiamo.

I principali rischi legati ad una cattiva frittura sono legati alla temperatura: cioè per far si che l’alimento fritto non s’impregni di olio, è necessarie scaldare quest’ultimo fino a 180°C. Il calore però favorisce la formazione di residui tossici e altera i grassi: gli olii migliori per friggere sono quindi quelli che hanno un elevato punto di fumo, cioè che iniziano a bruciare a temperature più alte rispetto a quelle che servono per friggere l’alimento.

L’olio di Mais e arachide hanno un punto di fumo intorno ai 160°C, mentre l’Olio di Palma ha il punto di fumo a 240°C. Ora, se per friggere bene un alimento la temperatura deve essere di 180°C, qual’è l’olio migliore per friggere?

L’olio di Palma.

Erlinda Guida

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Commenti (1)

  • antonio pannico says

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    ma lo vendete? se volessi comprarlo?

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